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PlanEat è la prima impresa italiana a introdurre il Custode della Natura nel CdA

La sostenibilità entra ufficialmente nelle stanze dove si prendono le decisioni strategiche. PlanEat, società benefit attiva nel settore foodtech e impegnata nello sviluppo di soluzioni per la riduzione dello spreco alimentare, ha introdotto nel proprio statuto la figura del Custode della Natura, un amministratore incaricato di rappresentare gli interessi degli ecosistemi all’interno del Consiglio di Amministrazione.

Si tratta di un’iniziativa senza precedenti in Italia che porta nel mondo dell’impresa uno dei temi più discussi negli ambienti ESG e della governance sostenibile: il riconoscimento della Natura come soggetto da considerare nei processi decisionali aziendali.

La scelta colloca PlanEat tra le realtà più innovative nel panorama della sostenibilità d’impresa e rappresenta una delle applicazioni più avanzate del framework internazionale Onboarding Nature, recentemente premiato con il Grunin Prize for Social Entrepreneurship and Impact Investing del NYU Law Grunin Center di New York, tra i più autorevoli riconoscimenti dedicati alle innovazioni giuridiche a impatto sociale e ambientale.

Dal foodtech alla governance sostenibile

Fondata nel 2020 dal fisico e imprenditore Nicola Lamberti, già fondatore di Trovaprezzi, PlanEat ha sviluppato una piattaforma che punta a ridurre gli sprechi lungo la filiera alimentare.

Da un lato, il servizio consente ai consumatori di fare la spesa partendo dalle ricette, ricevendo ingredienti già dosati e confezionati in contenitori riutilizzabili. Dall’altro, supporta la gestione della ristorazione collettiva attraverso sistemi di pianificazione anticipata dei pasti destinati a mense scolastiche, aziendali e pubbliche.

Un modello che negli anni ha consentito all’azienda di gestire oltre un milione di ordini e contribuire al recupero di 124 tonnellate di cibo. Tra i clienti figurano realtà come Bending Spoons, AstraZeneca, Galbusera e Fondazione Milano Cortina.

Come funziona il modello Onboarding Nature

L’iniziativa nasce all’interno del progetto Onboarding Nature, sviluppato da B Lab Benelux, Earth Law Center e Nyenrode Business Universiteit, con l’obiettivo di integrare la tutela degli ecosistemi nelle strutture di governance aziendale.

Il framework prevede quattro livelli progressivi di coinvolgimento della Natura: come fonte di ispirazione, come azionista, come advisor e come amministratore. PlanEat ha scelto il livello più avanzato, diventando la prima impresa italiana a tradurre il modello in una modifica statutaria concreta.

La versione italiana del toolkit era stata presentata nel 2024 da B Lab Italia insieme allo studio legale RPLT RP legalitax. Tra le aziende che avevano manifestato interesse verso questi modelli figuravano anche illycaffè, Almo Nature ed EcorNaturaSì. PlanEat è la prima a compiere il passo successivo, attribuendo alla Natura una rappresentanza diretta all’interno del CdA.

Il ruolo del Custode della Natura

La nuova figura interviene nelle cosiddette “Materie Rilevanti per la Natura”, che comprendono decisioni strategiche come la scelta dei fornitori, il packaging, gli investimenti e l’introduzione di nuovi processi produttivi.

Per deliberare su questi temi è necessaria la presenza del Custode della Natura. In sua assenza il Consiglio di Amministrazione non può raggiungere il quorum costitutivo richiesto per assumere decisioni valide.

Per ogni decisione sottoposta alla sua valutazione, il Custode redige un parere scritto contenente l’analisi degli impatti ambientali e la propria posizione motivata. Se il Consiglio decide di adottare una scelta differente rispetto alle indicazioni ricevute, deve motivare pubblicamente la decisione sia nel verbale sia sul sito aziendale.

Il sistema prevede inoltre la pubblicazione di una relazione annuale dedicata agli effetti delle decisioni aziendali sugli ecosistemi, introducendo un ulteriore livello di trasparenza e accountability.

Un precedente destinato a fare scuola

A livello internazionale il caso più noto è quello di Faith in Nature, azienda britannica produttrice di cosmetici naturali che nel 2022 ha inserito nel proprio board una figura incaricata di rappresentare gli interessi della Natura.

Il modello adottato da PlanEat rappresenta però un’evoluzione sviluppata per il contesto normativo italiano. L’architettura tecnico-giuridica è stata elaborata da Nicola Carù e Riccardo Ruosi di RPLT RP legalitax nell’ambito del progetto Onboarding Nature, mentre Emiliano Giovine, vicepresidente di GAIL (Global Alliance for Incubating Legaltech), ha contribuito alla diffusione del tema nel dibattito accademico e professionale.

Le implicazioni per ESG e governance

L’introduzione del Custode della Natura assume rilievo anche sotto il profilo della gestione dei rischi ESG e delle responsabilità degli amministratori.

Nel quadro normativo europeo, caratterizzato dall’evoluzione delle normative sulla sostenibilità e sulla due diligence ambientale, la disponibilità di strumenti strutturati per valutare e monitorare gli impatti ambientali diventa un elemento sempre più rilevante per la governance aziendale.

In questo scenario il Custode della Natura non rappresenta soltanto una figura simbolica, ma un presidio organizzativo destinato a supportare il processo decisionale e la gestione dei rischi ambientali, reputazionali e normativi.

Le dichiarazioni

«Con questa scelta, la Natura entra nel nostro Consiglio di Amministrazione non come un concetto astratto, ma come il sistema vivente da cui tutti dipendiamo: ecosistemi, biodiversità, equilibri fragili e spesso invisibili che rendono possibile la vita. Abbiamo voluto riconoscerle una voce concreta e protetta da meccanismi giuridici reali, perché crediamo che anche ciò che non può rappresentarsi da solo — ciò che è più vulnerabile, silenzioso o privo di potere — abbia diritto di esistere, evolvere ed essere tutelato. Il futuro dell’impresa non può essere separato dal futuro degli ecosistemi e delle persone che da essi dipendono, oggi e nelle generazioni future.»

A dichiararlo è Nicola Lamberti, fondatore e socio di riferimento di PlanEat.

Nicola Lamberti

«Con ‘Onboarding Nature’, RPLT ha voluto rispondere a una sfida concreta che il diritto societario italiano non aveva ancora affrontato in modo sistematico: come tradurre la tutela della Natura in meccanismi di governance giuridicamente efficaci, coerenti con il nostro ordinamento e immediatamente operativi per le imprese. Il lavoro che abbiamo condotto – io ed il Collega Riccardo Ruosi in particolare, nonché tutti i professionisti dello Studio che lavorano sulle tematiche di impatto e sostenibilità da un punto di vista più generale – rappresenta il frutto di un’analisi approfondita dei precedenti internazionali e di una rielaborazione originale pensata per il contesto italiano, nella convinzione che l’innovazione giuridica sia oggi uno strumento indispensabile per accompagnare la transizione verso un modello d’impresa davvero sostenibile.»

Spiega Nicola Carù, Corporate M&A and Impact Investing Lawyer.

Nicola Carù

«Con l’introduzione del Custode della Natura, la sostenibilità assume una dimensione concreta e diventa una responsabilità integrata nella governance. Non si tratta più soltanto di misurare l’impatto, ma di iniziare a riconoscere la Natura come parte delle decisioni d’impresa. Per chi, come me, lavora ogni giorno per integrare la sostenibilità nelle strategie e nei processi aziendali, questo rappresenta anche una conquista professionale importante, a cui ho avuto modo di contribuire partecipando a un percorso di riflessione sul concetto stesso di Natura, tra filosofia, diritto ed economia. È un cambiamento prima di tutto culturale: introduce nell’impresa una prospettiva intergenerazionale e una nuova idea di valore, non più legata soltanto alla crescita immediata, ma alla capacità di preservare equilibri, rigenerare risorse e generare benefici durevoli per le persone, gli ecosistemi e le generazioni future.»

Sottolinea Romina Lardo, Sustainability, ESG & Corporate Culture Manager di PlanEat.

Romina Lardo

Una nuova frontiera della governance d’impresa

Al di là del caso specifico, l’esperienza di PlanEat apre una riflessione più ampia sul futuro della governance sostenibile.

Mentre il dibattito sui diritti della Natura continua a crescere a livello internazionale e alcune giurisdizioni hanno già riconosciuto forme di personalità giuridica a ecosistemi e risorse naturali, il mondo dell’impresa si conferma terreno di sperimentazione per nuovi modelli organizzativi.

L’introduzione del Custode della Natura segna così un passaggio significativo nell’evoluzione della sostenibilità aziendale: dalla misurazione degli impatti alla rappresentanza diretta degli interessi ambientali nei processi decisionali.

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